La zeppola padulese, i laboratori del gusto
1-2 giugno 2024
In occasione della 29^ edizione dell’Infiorata di Paduli, il 1° e 2 giugno 2024 sono stati realizzati alcuni laboratori del gusto.
Grazie all’aiuto delle massaie del paese, i bambini tra i 7 e i 14 anni hanno potuto conoscere la tradizionale ricetta e i segreti della tipica zeppola padulese, prodotto gastronomico simbolo del paese.
Al termine del laboratorio ciascun bambino ha potuto portare a casa un pezzetto dell’impasto realizzato con farina di grano locale all’interno delle tradizionali “fazzatore” messe a disposizione dalla comunità.
Le attività si sono poi concluse con l’assaggio della zeppola padulese rigorosamente fritta in olio extravergine di oliva della cultivar “ortice”, tipica del terriorio padulese.
Una bellissima giornata!


La zeppola padulese, innovare la tradizione
21 dicembre 2024

«’A tradizione non s’adda perde», dicono alla Pro Loco Padulese, ma può senz’altro essere utile innovare nella direzione di una maggiore caratterizzazione territoriale.
È stato questo il senso della sperimentazione portata avanti grazie alla collaborazione di Giuseppe Limongelli del Bar Gelateria 33 di Paduli (BN), che ha realizzato impasti a lunga maturazione con diverse farine di grani antichi:
- “marzellina” (neo Presidio Slow Food, varietà di grano duro a semina primaverile storicamente coltivata nelle montagne dell’appennino campano);
- “saragolla”;
- “romanella”.
I risultati sono stati assolutamente interessanti almeno sotto due aspetti.
Dal punto di vista tecnico è emerso come,
a causa della ridotta forza e dello scarso contenuto in glutine di un po’ tutte le farine utilizzate, l’impasto ottenuto con la “marzellina”, oltre a essere quello più soggetto a repentino imbrunimento del colore, non abbia raggiunto il necessario grado di elasticità, finendo in particolare per sfaldarsi nella delicata fase della stesura (operazione che avviene prelevando con le dita unte un pezzo di impasto da allungare e adagiare direttamente nell’olio bollente). Quanto agli altri due impasti, quello di “romanella” è parso decisamente più maneggevole ed elastico rispetto a quello di “saragolla”, tuttavia la differenza più evidente è emersa nella fase di cottura: maggiore untuosità e minore fragranza hanno caratterizzato la “zeppola padulese” ottenuta con la “romanella”, mentre quella di “saragolla” si è fatta apprezzare per una crosta decisamente più croccante e asciutta.
Degni di nota sono stati pure i risultati della degustazione che ha coinvolto tutti gli alunni della Scuola Primaria e Secondaria del paese e i rispettivi genitori, con focus su quattro delle principali qualità organolettiche del prodotto: aspetto, consistenza, untuosità e sapore.
Dati alla mano, quella preferita è stata la “zeppola padulese” realizzata con la farina di “romanella”, che l’ha spuntata di poco su quella di “saragolla”; più staccata, invece, la zeppola di “marzellina”, la cui maggiore intensità di sapore è stata però apprezzata specialmente dai maschi della fascia 11-13 e 40-60 anni.
Le zeppole, che sono state fritte in diverse “tielle” contenenti olio extravergine di oliva della cultivar “ortice”, tipica del territorio padulese, sono state offerte agli aluni della Scuola Primaria e Secondaria dell’Istituto Comprensivo “E. Falcetti” e rispettivi genitori, che hanno dovuto valutarle secondo alcuni parametri.

